Bentrovati nel blog di Giovanni Villino, giornalista professionista giovanni villino blog

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Mi chiamo Giovanni Villino. Sono un giornalista professionista, lavoro per il Giornale di Sicilia. Sono un appassionato di new media e citizen journalism. Vivo a Palermo. Questo blog segue la metodologia di lavoro promossa dalla Fondazione ahref (Timu ) per la produzione dell'informazione di qualità basata su quattro principi: accuratezza, indipendenza; imparzialità e legalità. Principi che trovate riassunti nelle icone della testata. www.giovannivillino.it non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.
Scelti per voi

Sono un giornalista professionista. Precario. 

Da dieci anni lavoro prevalentemente per il gruppo editoriale Giornale di Sicilia.
Grazie alle recenti riforme del mercato del lavoro, sono arrivato alla fine del mio percorso di contrattista. 
A luglio terminerò, infatti, i  36 mesi di “utilizzabilità” e il futuro sarà tutto da costruire, ancora una volta.
Nel corso di questi anni ho anche lavorato e collaborato con le redazioni diSiciliainformazioni, I Love Sicilia e coordinato uffici stampa. 
Ho deciso di intraprendere questo cammino perché credo che una riforma radicale dell’Ordine è urgenteetica e formazione sono i due punti cardine del nuovo Ordine riformato.
La distinzione tra professionisti e pubblicisti va rivista. Giornalista è chi lo fa, rispettando le regole della deontologia. Pubblicista è chi non svolge l’attività giornalistica come principale fonte di reddito. 
Il comitato scientifico dell’Ordine ha avviato una rigorosa azione di controllo sulle scuole di giornalismo e i master che ha portato alla chiusura di 8 scuole su 20. L’impegno è di intensificare i controlli (le scuole portano all’esame 180 giornalisti l’anno, il 25,5 per cento del totale nel 2012).
Insieme con il sindacato e gli organismi di categoria, l’Ordine ha il dovere di avviare una serie di azioni contro la precarietà, che indebolisce il peso specifico della professione rispetto ai poteri forti dell’economia e della politica. Carta di Firenze e Equo compenso sono stati i primi passi di un impegno che va continuato su larga scala.
La squadra di giornalisti con cui mi candido è stata protagonisti di una battaglia per un drastico taglio dei costi del consiglio che porterebbe a una maggiore operatività dell’organismo. Oggi i consiglieri nazionali sono per legge proporzionali al numero dei giornalisti: 155 per 112 mila giornalisti iscritti all’albo nei diversi elenchi. La proposta è quella di ridurre a 90 i suoi componenti.
Vanno equilibrate le presenze di uomini e donne nei Consigli dell’Ordine, dove va anche assicurata la presenza di colleghi non garantiti.
Va avviata un’azione a largo raggio, in sinergia con i Consigli regionali, per il rispetto delle Carte deontologiche e del buon giornalismo.

Oggi, 3 maggio, è la giornata mondiale dedicata alla libertà di stampa.

Pubblico un fiocco giallo per testimoniare la vicinanza a Domenico Quirico, il giornalista inviato in Siria di cui non si hanno notizie da 24 giorni.

Oggi un amico e stimato professionista mi ha fatto sapere che entro il prossimo anno lascerà l’Italia. Andrà a vivere in Australia. Ha deciso di scappare da questo Paese. “Siamo prossimi alla guerra civile”, mi ha detto.

Questo mio amico è un libero professionista che lavora a stretto contatto con aziende ed enti. Nel volto ho letto la consapevolezza di chi sa che le cose stanno peggiorando velocemente. Stamattina ero nel suo studio. Mi sono perso per un attimo con lo sguardo al di là della finestra. Il cielo grigio sopra Palermo e l’assenza di prospettive hanno reso pesante pure l’aria.

Penso alla mia professione e a miei colleghi: a coloro che sono precari e a coloro che hanno un posto fisso; penso a coloro che pur avendo un posto fisso cercano di accaparrarsi uffici stampa e consulenze “per arrotondare” e a chi invece non ha cosa arrotondare e campa di elemosina.

Alle volte ho l’impressione di vedere attorno una massa informe che si affatica inutilmente per ottenere delle briciole. E per quelle briciole mi rendo conto che qualcuno è anche disposto ad uccidere diritti e persone.

Sono qui a scrivere questo post con la certezza che un futuro migliore non sta dietro l’angolo. E mi accorgo che anche la speranza di un cambiamento sta diventando ormai un’abitudine.

Ecco la top five con i post più letti sino ad oggi (sono esclusi i contenuti multimediali)

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I flussi dai social network

 

Qualche post fa avevo scritto di presunte esercitazioni americane nelle campagne del Corleonese. Riccardo Lo Verso, amico e collega, ha realizzato un servizio interessante.

Qui il link
http://youtu.be/9fWjh7IHyoE

Costi contenuti, immediata attivazione, facile diffusione. I quotidiani on line made in Palermo crescono, nel numero soprattutto. Ed eccoci qua a tracciare un elenco, che si andrà aggiornando di volta in volta, con le testate registrate.

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