Bentrovati nel blog di Giovanni Villino, giornalista professionista Giovanni Villino

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Dal 24 maggio scorso è disponibile il sistema informatizzato per la gestione della formazione dei giornalisti (SIGeF). Il sistema andrà a regime non appena gli Ordini regionali avranno provveduto a inserire le anagrafiche di loro competenza: solo allora gli iscritti potranno accedere alla piattaforma da cui potranno avere notizia degli eventi formativi accreditati, procedere alla iscrizione on-line, verificare i crediti acquisiti nel tempo. 

Per questo motivo si invitano tutti i giornalisti siciliani iscritti all’Albo ad aggiornare la propria anagrafica compilando il modulo per l’aggiornamento dei dati (quinecessari a garantire l’accesso sulla piattaforma SIGeF, attraverso la quale si potranno consultare gli eventi disponibili, iscriversi agli stessi o cancellarsi. L’accesso e la registrazione alla piattaforma saranno possibili all’indirizzo http://sigef-odg.lansystems.it solo dalla settimana successiva alla compilazione del modulo per l’aggiornamento dei dati anagrafici. Per ulteriori istruzioni si consiglia di leggere il manuale operativo, scaricabile qui. In caso di dubbi o esigenze particolari inoltrare una mail a formazione@odgsicilia.it.

Una nuova alleanza tra i big italiani dell’editoria. Obiettivo: una concessionaria per la pubblicità con video sui siti internet. Gold 5 è il nome della realtà che nasce su impulso del gruppo l’Espresso, con la concessionaria Manzoni; di Mondadori e Mediaset (Publitalia), con la concessionaria Mediamond; di Rcs MediaGroup e dei gruppi internet Banzai e italiaoline.

La società dovrebbe diventare operativa entro dicembre. La sua specializzazione sarà nelle pubblicità per l’online con i video (video display advertising). Due i formati previsti: Masthead e 300x250 video.

Gold5 vuole così entrare in un mercato della pubblicità video che secondo una ricerca di eMarketer  dovrebbe valere oltre 200 milioni di dollari, pari a poco meno di 150 milioni di euro, con una crescita attesa nei prossimi anni del 20% annuo.

La prima puntata speciale è andata. Si comincia così una nuova avventura televisiva. Parlo di Simboli, il nuovo format da me condotto e realizzato in collaborazione con Gds Media & Communication.

Il primo appuntamento, che potrete rivedere in replica su Tgs (canale 15 del digitale terrestre), alle 22 e a mezzanotte di mercoledì 16, mercoledì 23 e mercoledì 30 luglio, s’intitola “L’Ombra della Dea”. Un viaggio “particolare” su Monte Pellegrino che si muove dal culto di Tanit sino a quello di Santa Rosalia, per arrivare alla dea della reincarnazione venerata dai tamil.

A settembre, sempre sull’emittente del gruppo editoriale Giornale di Sicilia, il nuovo ciclo di puntate. Dalla riscoperta dei castelli federiciani agli strani fenomeni di Riesi e Canneto di Caronia.

Le riprese e il montaggio sono di Salvo Militello. Per essere aggiornati sul programma e inviare eventuali segnalazioni basta collegarsi alla pagina www.facebook.com/simbolitv

Don’t let you down… Teddy! #streetart #street #streetphotography #TagFire #sprayart #urban #urbanart #urbanwalls #wall #wallporn #graffitiigers #stencilart #art #graffiti #instagraffiti #instagood #artwork #mural @TagfireApp #graffitiporn #photooftheday #stencil #streetartistry #photography #stickerart #pasteup #instagraff #instagrafite #streetarteverywhere

Quando il buongiorno ha il Villino in bocca ;-) #food #yum #instafood #TagFire #yummy #amazing #instagood #photooftheday #sweet #dinner #lunch #breakfast @TagfireApp #fresh #tasty #food #delish #delicious #eating #foodpic #foodpics #eat #hungry #foodgasm #hot #foods

In Germania gli editori parlano di revenue sharing, di profitti e di Google news. O meglio, del mostro Google news che secondo gli “addetti ai lavori”, si ciberebbe “a sbafo” proprio del lavoro delle aziende editoriali. E così i Deutsch Verlage vogliono da Google l’11% dei profitti generati grazie ai link esistenti sul motore verso le pagine e i contenuti messi a disposizione dalle testate indicizzate.

Tutto questo però riporta inevitabilmente alla mente il mito di Sisifo. In questo caso quel masso che gli editori cercano di spostare finisce per schiacciarli.

Sebbene, infatti, la risposta ufficiale di Google non sia ancora arrivata, il meccanismo è abbastanza semplice: gli editori hanno la piena facoltà di rinunciare alla propria presenza sul motore di ricerca. C’è una opzione, “opt-out”, che permette, con molta semplicità e nel giro di pochi minuti, di vedere scomparire su Google e Google News ogni link.

Oltre il danno, quindi, la beffa. L’editore che rinuncia a Google deve di fatto rinunciare all’unica vera fonte di traffico in grado di sostenere un modello di business online.

E quindi? L’unica ipotesi praticabile è quella di una collaborazione. Ma sarà realmente “praticabile”?

Da qualche tempo è operativa una piattaforma di pubblicazione online: per ricompensare il lavoro dei giornalisti freelance punta sui “micropagamenti”. Si chiama Niuzly ed è stata pensata/fondata da Paul Dinulescu.

L’IDEA

Il tentativo, come riporta l’Osservatorio europeo di giornalismo, è quello trasformare l’approccio dei consumatori di informazione, attualmente abituati a pensare in termini di forfait – l’acquisto di un intero giornale, o dell’abbonamento digitale a un sito – in qualcosa di molto più estemporaneo e frammentato. Pagare insomma, per singoli articoli provenienti da varie pubblicazioni, un po’ come oggi si comprano su iTunes o su Amazon, singole canzoni invece che interi album musicali.

I GUADAGNI

L’autore del pezzo prenderebbe l’80% dei ricavi diretti (ovvero di quanto i lettori sarebbero disposti a spendere per accedere all’articolo) e il 50% di quelli indiretti, derivanti dagli introiti degli annunci pubblicitari della pagina. Il saldo di quanto dovuto arriverebbe al raggiungimento di almeno 300 dollari di compensi, accumulati sommando insieme tanti micropagamenti.

Raggiunto l’accordo tra le parti componenti la Commissione governativa sull’equo compenso, nella riunione presieduta dal sottosegretario Luca Lotti, con - tra gli altri - il presidente Fnsi Giovanni Rossi, il direttore generale della Fieg Fabrizio Carotti, il presidente dell’Inpgi Andrea Camporese, il presidente dell’Odg Enzo Iacopino: hanno votato a favore Fnsi e Fieg mentre l’Ordine nazionale di giornalisti ha espresso voto contrario.

Il presidente Iacopino ha pubblicato diversi post sull’accordo che possono essere consultati sulla sua pagina facebook

L’accordo stabilisce le tariffe minime per il lavoro giornalistico, in caso di collaborazione coordinata e continuativa: che vanno, per fare qualche esempio, dai 250 euro a pezzo dei mensili ai 67 dei periodici; ai 20,80 euro (RPT 20,80 euro) per i quotidiani; ai 6,25 euro delle agenzie e web per una segnalazione, che aumenta del 30% se corredata da foto e del 50% con un video. Per le tv locali il compenso (per un minimo di 6 pezzi al mese) sarà di 40 euro l’uno, per i piccoli periodici locali di 14 euro a pezzo. 

E’ stato inviato oggi il primo numero della newsletter a cura dell’Ordine dei giornalisti. Ben fatta graficamente e con diversi contenuti. Si tratta di un report che sarà inviato con cadenza mensile e che informerà gli iscritti sulle iniziative e sui programmi dell’Ordine nazionale dei Giornalisti e degli Ordini regionali.

"L’intento - scrive il presidente Iacopino - è quello di fornire ai colleghi una opportunità informativa in aggiunta alle altre pubblicazioni cartacee e ai siti degli enti di categoria. Vi chiederete: perché una nuova newsletter? Perché in questo periodo di avvio (e di rodaggio) della Formazione permanente è necessario un aggiornamento snello, continuo, capillare e dettagliato che risponda alle domande di chiarimenti e delucidazioni che quotidianamente giungono via mail o via telefono agli uffici romani di via Parigi”.

“OG Informazione” sarà anche una “finestra sui temi emergenti nel mondo dei mass media italiani e internazionali nonché - prosegue Iacopino - cassa di risonanza delle novità della nostra categoria professionale che si sta trasformando in modo rapido e radicale ed è in continua evoluzione”.

Nelle prossime settimane sarà attivato anche il servizio newsletter a cura dell’ordine dei giornalisti di Sicilia.

La Sicilia è la regione italiana dove si leggono meno quotidiani. In nove anni la media di chi leg­ge un gior­nale con fre­quenza minima set­ti­ma­nale è scesa. Il dato emerge dalle ela­bo­ra­zioni Istat, indagine mul­ti­sco­pio sulle fami­glie. Un’indagine che viene riproposta con alcuni grafici da Data Media Hub.

Si registra un calo gene­ra­liz­zato che riguarda soprattutto le regioni del Centro-Sud. I giornali perdono maggiormente lettori che hanno un’età che va dagli 11 ai 44 anni. 

Quali sono le questioni aperte all’interno delle redazioni? Su cosa si confrontano editori e giornalisti per affrontare le sfide del futuro e, in certi casi, la sopravvivenza stessa dei quotidiani? A rivelare queste tendenze è il rapporto “Trends in Newsroom 2014” del World Editors Forum. E’ basato su interviste a più di 30 editori in una dozzina di paesi. Julie Posetti le ha sintetizzate su Pbs.org. Ecco le principali:

1. La necessità di difendere il giornalismo nell’era post-Snowden

2. Mobile-first: il rilancio della strategia mobile per rendere le notizie “indossabili”

3. L’uso dei social media per supportare fiducia e credibilità

4. Il crescente ruolo di data e analytics

5. La creazione di online video storytelling per sfidare i broadcaster nel loro ambito

6. L’aumento (e il calo) degli editor donne

7. Il giornalismo collaborativo a livello globale per superare le barriere

8. La percezione che le mega-storie digitali abbiano un grande impatto

9. Il tentativo di affrontare i problemi etici legati al native advertising

10. L’evoluzione del ruolo del direttore verso nuovi business e sfide digitali

C’è un link che sta rimbalzando nelle bacheche di alcuni colleghi. Viene riportato il post di un blog americano, NewsCastic che traccia alcuni stereotipi della professione. Ovviamente il sorriso è quasi d’obbligo per gli addetti ai lavori :-)

I giornalisti…

  1. sono dei dattilografi incredibilmente veloci

  2. andrebbero a qualsiasi evento che prevede un pranzo gratuito

  3. sono “poveri”

  4. sono dei gran ritardatari: se hanno tre giorni di tempo per far qualcosa, aspettano due giorni e 20 ore prima di cominciare

  5. imprecano come marinai…

  6. stanno sempre al telefono, anche solo per far finta di fare qualcosa

  7. bevono tanto 

  8. sono bravi nello spelling veloce
  9. lavorano bene sotto pressione: “Due storie, tre brief e un aggiornamento web, tutto prima di pranzo? Nessun problema”

  10. si lamentano dopo avere accettato un incarico
  11. sono fissati con i giochi di parole…

  12. sempre in attesa di fonti da richiamare

  13. sono sempre in attesa
  14. sono facilmente irritabili…

  15. mangiano cibo poco sano…

  16. guidano automobili da schifo…

  17. sono nazisti sulla grammatica

Il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Giovanni Rossi, ha fatto oggi un appello affinché non venga disperso il patrimonio di professionalità degli addetti stampa che lavorano nelle Province, il cui ruolo viene messo in discussione dalla riorganizzazione degli enti locali in atto.

«La riforma del sistema delle autonomie locali non deve produrre precarizzazione - ha dichiarato Rossi-. In diverse realtà provinciali il rischio che si corre è che, presto, non ci sia più nessun giornalista in servizio per garantire quel diritto all’informazione sancito dalla Legge 150». Il presidente dell’Fnsi ha spiegato che il dipartimento della Funzione pubblica dovrebbe emanare, a giorni, una circolare riguardante gli articoli 110 e articoli 90 nominati da quei Presidenti delle Province che proseguono il mandato fino alla riorganizzazione degli enti.

Da quello che si apprende, l’orientamento sarebbe quello di salvaguardare sicuramente i dirigenti il cui rapporto di lavoro è regolato dall’art. 110, mentre per ciò che riguarda gli articoli 90 si parla solo di alcune funzioni specifiche. «Riteniamo sia urgente - ha proseguito Rossi - che tra queste vengano inserite anche le funzioni di informazione e di ufficio stampa. In caso contrario, si potrebbero, in alcune realtà, verificare un blocco nella diffusione delle informazioni».

In conclusione: «La perdita di una parte degli addetti stampa con la interruzione dei rapporti di lavoro riduce la presenza degli uffici stampa delle Province che, comunque, restano come ente intermedio, sia pure con degli amministratori eletti in secondo grado. Pur nelle ristrettezze di bilancio, le attuali Amministrazioni hanno realizzato contratti con agenzie di stampa, rassegne stampa, abbonamenti ai quotidiani online che potrebbero essere messe a disposizione dei Comuni che non hanno un ufficio stampa. Cosa, peraltro, prevista e normata dalla stessa legge 150 del 2000. Si tratta di evitare una significativa limitazione del diritto all’informazione in capo ai cittadini oltre che la perdita di posti di lavoro, cosa che avverrebbe in un contesto di già pesante crisi occupazionale nel settore giornalistico.»

Il gotha dell’editoria mondiale a confronto, da oggi a Torino, per discutere sul futuro dell’informazione. L’occasione è il World Newspaper Congress, il Congresso Mondiale dei giornali giunto quest’anno alla 66/a edizione.

All’appuntamento sono attesi oltre mille protagonisti del settore dei media. Editori, Ceo e direttori di tutto il mondo, che per tre giorni discuteranno le prospettive del settore nell’era digitale.

Wan-Ifra, l’organizzazione mondiale degli editori e dei leader dei media che promuove il congresso, presenta in questi giorni a Torino il “World Press Trends 2014”. Una sorta di mappa dell’editoria mondiale, per fare il punto della situazione e cercare di prevedere le strategie per la sopravvivenza di un settore in forte crisi.

Nel 2013, in Europa, la circolazione dei quotidiani è scesa di un altro 4%, portando il trend degli ultimi cinque anni a segnare un desolante -22%. In calo anche la raccolta pubblicitaria: in dieci anni la carta stampata ha perso il 14% degli investimenti pubblicitari. E la crescita sul web (+17%) è ancora lontana per riequilibrare la situazione. Un quadro a tinte fosche, insomma, da cui il summit mondiale degli editori - forte di una platea pari a circa un miliardo di lettori - partirà per tentare di programmare il futuro.

Tra i trend presentati da Wan-Ifra

  • la sicurezza nelle redazioni, per proteggere le fonti, le informazioni e i dati sensibili da pericolose “fughe”
  • la pubblicità sul web e le sue sfide etiche
  • la credibilità dei social media all’esplosione di dati e analisi sulla Rete.
  • i nuovi compiti dei direttori, alle prese con la necessità di coordinare contenuti destinati a piattaforme diverse
  • il ritorno della voglia di raccontare grandi storie
  • i boom dei video, con la comparsa nelle redazioni dei giornali di veri e propri studi televisivi per competere con le immagini dei grandi network.
Dal 24 maggio scorso è disponibile il sistema informatizzato per la gestione della formazione dei giornalisti.
Non appena tutti gli Ordini regionali avranno provveduto a inserire le anagrafiche di loro competenza, gli iscritti potranno accedere alla piattaforma da cui potranno avere notizia degli eventi formativi accreditati, procedere alla iscrizione on-line, verificare i crediti acquisiti nel tempo.
Il caricamento delle anagrafiche è condizione necessaria affinché si possa avere accesso alle posizioni individuali.
Sarà necessario che per la fruizione dei servizi gli interessati indichino almeno il loro recapito e-mail, ma è auspicabile l’inserimento della PEC.
Il sistema indica agli iscritti gli eventuali ostacoli alla fruizione dei servizi e gli adempimenti necessari per il loro superamento.
Alla data odierna risultano attivate le anagrafiche di: Emilia Romagna, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Marche, Liguria, Lazio e Toscana.
Per il sistema di prenotazione degli eventi occorrerà attendere ancora qualche giorno per consentire l’accesso ad essi da parte di tutti gli iscritti.
In ogni caso nella sezione Formazione continua del nostro sitohttp://www.odg.it/content/formazione-continua è disponibile l’elenco aggiornato degli eventi accreditati, che sono pubblicati anche sui siti dei singoli Ordini regionali con riferimento alle rispettive aree territoriali. Per le iscrizioni occorre rivolgersi all’Ordine regionale referente, indicato per ciascun evento.