Bentrovati nel blog di Giovanni Villino, giornalista professionista Giovanni Villino

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E’ stata più volte annunciata la sua morte. Tecnici ed esperti ne hanno preso le distanze. C’è chi l’ha definita una grande bolla di sapone.

Eppure di #bitcoin si continua a parlare. Anzi. Si può cominciare a guardare a questa moneta elettronica anche come ad un modello sociale per l’editoria

Di questo si è discusso nel corso dell’edizione 2014 di #Digit, la manifestazione nazionale interamente dedicata al #giornalismo #digitale e online.

Di seguito la playlist con i video degli interventi.

Capire il cambiamento, raccontare le novità, prospettare nuovi scenari lavorativi, analizzare le professioni del presente e dell’immediato futuro, formare i professionisti dell’informazione del domani. [da dig-it.it]

Chi di voi vorrà fare il #giornalista, si ricordi di scegliere il proprio padrone: il lettore
Indro Montanelli

How Is Social Media Changing Journalism?

At this year’s Aspen Ideas Festival, we asked a group of media professionals to discuss how new platforms are transforming radio, TV, print, and digital. “I have always been a champion for old media flinging open its doors and allowing citizens to participate,” says radio journalist Jay Allison. Other panelists include Paula Kerger, Jon Steinberg and Alexis Madrigal.

Social Influencer. La “colpa”, essenzialmente, è di Tony Siino. Tutto nasce da una classifica pubblicata su Rosalio: “Palermo: influencer online a giugno 2014”. Una top ten basata su Klout, un servizio di social networking che valuta “l’influenza” dell’utente, attribuendogli il Klout score (da 0 a 100). Questo viene valutato sulla base dell’interazione nei profili utente Twitter, Facebook, Google+, Linkedin e Foursquare. Viene “calcolata” l’ampiezza del network dell’utente, il contenuto generato e il livello di feedback ottenuto.

Bene, da quel giorno si è scatenata “una corsa” alla classifica. Gli esclusi hanno recriminato (non sempre pubblicamente) l’assenza del proprio nome dalla top ten. Per molti il piacere di vedere scalare (anche senza apparente merito) le posizioni ha superato l’idea stessa di una potenziale inutilità dello strumento. Altri ancora hanno criticato in modo costante questo servizio. 

In ogni caso, Tony Siino ha avuto il merito di animare una discussione sul ruolo del social influencer. Non sempre, ad esempio, chi figura nelle prime posizioni ha una buona reputazione. Resta il fatto che, come scrive Riccando Scandellari nel suo blog: alcune startup si stanno strutturando per cavalcare l’onda, come tapinfluence.com che promette di avere ottimi “influenzatori” della rete in un unico marketplace”.

Se questo modello dovesse sbarcare anche in Italia, il rischio per i blogger e i piccoli VIP della rete nostrana è di diventare dei piazzisti e quindi giocarsi la credibilità e reputazione costruita in anni. Sia le aziende che i blogger devono percorrere questa strada con estrema attenzione, perché la rete crea fenomeni ma li riporta alla realtà nel giro di poche ore se si sbaglia comunicazione. [da Skande]

Visto il proliferare di quotidiani on line, non mi sembra fuori luogo affermare che il settore dell’editoria in Sicilia abbia ormai lasciato la crisi alle spalle. Sì, perché se nascono nuovi giornali, almeno sul web, significa che ci sono editori che investono. E investire significa oggi fare i conti anche con il nuovo contratto di lavoro dei giornalisti e con l’equo compenso (poca cosa, sosterranno alcuni…). E in ogni caso bisogna pagare questi giornalisti addetti al desk o alla scrittura dei pezzi, così come i fotografi e gli eventuali operatori video. E c’è poi anche un indotto costituito da tecnici, informatici e account che ha la possibilità di ricominciare a vivere.

La presenza di più testate garantisce poi quel sacro concetto di pluralità dell’informazione. O almeno quella Informazione libera dal copiaeincolla, che verifica i fatti, che spiega i retroscena e illustra gli scenari. L’essere informati è un diritto dei cittadini.

Ma stanno esattamente così le cose? Sto lavorando a un mini documentario sull’editoria virtuale a Palermo. Intervisterò coloro che sono coordinatori o direttori di quotidiani on line. Un dialogo per raccontare il giornalismo 2.0 nella nostra città.

Per eventuali segnalazioni inviate una mail alla mia pagina facebook.

Nuova segnalazione nel sempre più affollato mondo dell’editoria virtuale sicula: SiciliaInternazionale.com. Un sito che si presenta come “giornale on line di approfondimenti, notizie e informazioni per esportare”. Direttore responsabile è Gianni Contino, almeno così viene indicato qui, anche se non sono presenti nella gerenza i dati di registrazione della testata. 

Si legge nella presentazione: “Sicilia Internazionale è il primo giornale online che si occuperà di “mondializzazione” della Sicilia offrendo ai suoi lettori le informazioni che contano per crescere all’estero”.

Alle volte ritornano. Qualche post fa avevo annunciato il suo arrivo. Da oggi è presente su alcuni profili facebook il banner che vedete sopra. 

E così da lunedì 20 torna l’Ora. Torna sul web come quotidiano (www.loraquotidiano.it) riprendendo nella testata il logo di una esperienza precedente: “I quaderni de L’Ora”, un progetto ideato e coordinato dai giornalisti Vittorio Corradino, Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza. 

Si legge nella descrizione sulla pagina facebook: “Quotidiano di informazione generalista con una speciale attenzione alla cronaca politica e giudiziaria”.

Ai colleghi un vivace in bocca al lupo!

In un momento di difficoltà ci vuole il coraggio. Le difficoltà stimolano il coraggio, nel coraggio si tempera la forza, con la forza si impone la rotta al destino. Questo vuol dire vivere
Gustavo Rol

Nuovi tagli al New York Times: il più influente e innovativo quotidiano americano ha deciso di mandare a casa cento giornalisti – il 7,5% del corpo redazionale – e alcuni amministrativi. Si parla di prepensionamenti e di incentivi all’esodo, ma l’editore Arthur Sulzberger e l’ad Mark Thompson hanno annunciato che se i “volontari” non saranno abbastanza si farà ricorso ai licenziamenti.

Oltre alla ristrutturazione, che per il Times non è la prima degli ultimi anni (l’ultima risale a meno di due anni fa), verrà chiusa una app nuova di zecca, NYT Opinion, che non ha attirato abbastanza abbonamenti. “I tagli dei posti di lavoro sono necessari per controllare i costi e permetterci di investire nel futuro digitale”, hanno detto in un comunicato editore e amministratore delegato.

Il New York Times non è il solo giornale americano a mandare a casa i giornalisti: decine di posizioni redazionali sono state eliminate in estate al Wall Street Journal, mentre Usa Today in settembre ha ridotto di 70 unità.

Dopo la  sentenza sul diritto all’oblio della Corte di Giustizia dell’UE del maggio di quest’anno che ha riconosciuto il diritto ad essere “de-indicizzati” dal motore di ricerca e ha imposto a Google di provvedere alle richieste degli utenti, le Autorità Ue Garanti della privacy hanno deciso di elaborare criteri comuni per gestire i ricorsi e i reclami presentati da utenti che si sono visti opporre un rifiuto da Mountain View.
 
La decisione è stata presa dai Garanti Ue nell’ultima riunione svoltasi il 16 e 17 settembre a Bruxelles.
 
In questo modo è stato compiuto, dunque, un primo passo in vista di un’armonizzazione dei criteri, procedurali e sostanziali, per gestire i casi in cui il motore di ricerca respinge una richiesta di deindicizzazione.
 
A Bruxelles le Autorità hanno ribadito che tutti i motori di ricerca devono adempiere agli obblighi derivanti dalla sentenza della Corte europea e hanno sottolineato di aver ricevuto negli ultimi mesi un buon numero di ricorsi a seguito del diniego opposto da Google.
 
Segno questo, a giudizio del Gruppo, che la questione dell’ “oblio” e dei meccanismi per garantirlo è un’esigenza largamente sentita e condivisa da parte dei cittadini europei.
 
Le Autorità hanno concordato di costituire una rete di “punti di contatto” per scambiare rapidamente informazioni, e creare una tool box (una “scatola degli attrezzi”) di criteri comuni per garantire un approccio coordinato nella gestione dei ricorsi e reclami presentati da utenti non soddisfatti della risposta fornita dai motori di ricerca.
 
A questo scopo, le Autorità hanno creato un database condiviso delle decisioni assunte man mano su questi ricorsi e reclami, ed hanno messo a punto uno schema di analisi di tali decisioni, in cui sono evidenziate le analogie o le differenze nelle valutazioni volta per volta effettuate, soprattutto rispetto a casi particolarmente complessi o caratterizzati da elementi di novità.
 
Hanno inoltre avviato incontri sia con rappresentanti dei motori di ricerca sia con rappresentanti degli editori e dei media online al fine di seguire da vicino la delicata fase di attuazione della sentenza.

Audipress cambia la modalità di rilevazione dei dati. In pratica sono il risultato della cumulazione di 50.676 interviste personali realizzate lungo un calendario di 35 settimane complessive, dal 16 settembre 2013 al 6 luglio 2014, ai lettori delle versioni cartacee o digitali dei quotidiani.

I dati relativi all’edizione Audipress 2014/I-II rilevano per la prima volta contestualmente la lettura delle copie cartacee e delle copie digitali replica. L’indagine Audipress, attraverso un questionario innovativo, ha esplorato le modalità di lettura degli italiani, partendo dalla testata per poi approfondire le diverse versioni usufruite.

Ecco il quadro complessivo per i quotidiani siciliani

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I dati complessivi Audipress 2014/I-II si possono consultare QUI

Dopo il Giornale di Sicilia con la sua nuova versione on line, anche il Corriere della Sera annuncia un cambiamento per domani. Questa volta la novità riguarda il cartaceo. Ecco il video di lancio firmato da Beppe Severgnini. 

"I giornali devono cambiare esattamente come il mondo e le persone che ci abitano: il Corriere della Sera è sempre riuscito a farlo, ecco perché è ancora il quotidiano che conta di più in Italia”. Lo afferma nella sua presentazione Beppe Severgnini. Quello in edicola dal 24 settembre “sarà un giornale più chiaro e più utile e vi spiego perché: innanzi tutto per l’ordine di importanza delle notizie: un giornale deve guidarci e farci capire cosa è importante, cosa serve e cosa possiamo ignorare. Poi troverete più notizie originali preparate dai nostri corrispondenti, dai nostri cronisti, dai nostri inviati che sono dei professionisti: il giornalismo non è un mestiere da dilettanti”. E infine ci saranno «le notizie spiegate e interpretate dagli editorialisti e commentatori. Insomma il Corriere resta sempre lo stesso ma più chiaro, più utile e anche più bello».

Da oggi nuova grafica e nuove funzionalità per Gds.it.

Il nuovo sito è stato anticipato da una campagna teaser sui Media del Gruppo Giornale di Sicilia e sui profili Facebook e Twitter della testata. L’operazione è stata curata da IM*MEDIA, artefice sia del piano digitale che dello sviluppo front-end e back-end di tutto il nuovo sistema digital Giornale di Sicilia, nonché della stessa campagna teaser per il lancio.

"Nella realizzazione del nuovo sistema web del Gruppo Giornale di Sicilia - si legge nella scheda tecnica pubblicata sul sito dell’agenzia -, le parole chiave del piano strategico di IM*MEDIA sono state identità, crossmedialità, multi-device user experience ed engagement. La progettazione e la direzione creativa dell’Agenzia hanno ideato un sistema desktop, tablet e mobile che, nel rispetto dello spirito del giornale, lo orienta verso il futuro dell’informazione, in sinergia con TGS e RGS, la tv e la radio del Gruppo, adesso parti integranti della struttura e dei contenuti del nuovo gds.it”.

"In termini di sviluppo IM*MEDIA ha conciliato obiettivi di front-end e finalità di back-end, senza dimenticare, per tutti i dispositivi, le esigenze di gestione della pianificazione da parte delle Concessionarie RCS Pubblicità e GDS Media & Communication”.

Spostandomi da un sito all’altro (maluchiffare domenicale) ho trovato Hostwriter. Una nuova realtà on line che permette di trovare un tetto… almeno a quei colleghi che si spostano per lavoro. Lo spiega bene Susann Eberlein in un interessante articolo sull’ Osservatorio europeo di giornalismo.

In pratica si incoraggia la collaborazione tra giornalisti aiutandoli a trovare un alloggio durante i loro viaggi di lavoro all’estero. E’ stata fondata da tre giornaliste a Berlino che la definiscono come una sorta di “couchsurfing per giornalisti”. Al momento ci sono 1000 utenti iscritti.

E’ stata definita come la crisi peggiore dal Dopoguerra, uno tsunami. E proprio questa crisi “sta già impattando sui conti Inpgi. Abbiamo mantenuto il bilancio in pareggio in questi 5 anni grazie ai rendimenti del patrimonio”. Lo afferma il presidente della Cassa di previdenza dei giornalisti Andrea Camporese che non nasconde la sua preoccupazione per “le dimensioni drammatiche di una crisi mai vista: più di mille posti di lavoro persi nel 2013, una riduzione del mercato del lavoro del 15 per cento in 4 anni, 3mila posti di lavoro spazzati via in 5 anni, forte abbattimento dei redditi”.

"Tra ristrutturazioni, crisi aziendali, chiusura di testate, la crisi sta certamente impattando - spiega Camporese all’ANSA - a fronte di una riduzione di occupati c’è un aumento degli ammortizzatori sociali. La preoccupazione è forte per una congiuntura che investe i fondamentali dell’economia e non solo l’equilibrio previdenziale. Siamo preoccupati per la dinamica di un crisi che non si ferma mai e sulla quale bisogna interrogarsi".