Titolo profetico di un pezzo del Corriere della Sera del primo maggio 2001.
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La partita del voto di fiducia si giocherà sul filo di lana. Ecco i 15 deputati che il 14 dicembre faranno la differenza tra i due...

Stamattina diversi siti e blog riportavano la notizia della chiusura di De Magistris – Bellotti. Parliamo di uno dei negozi storici di Palermo. Una mega cartoleria, con diverse sedi in città, che disponeva di tutto e di più. L’azienda, secondo quanto scrive il sindacato Fisascat, non è riuscita a superare la crisi e da lunedì 6 febbraio ha inviato le lettere di licenziamento ai 21 dipendenti.
La notizia mi ha riportato alla mia infanzia. La settimana a cavallo tra agosto e settembre, per essere precisi, c’era, infatti, la corsa agli acquisti scolastici. Penne, diari, quaderni, zaino. Era un momento solenne e strano perché se da una parte il sentimento piacevole dall’avere tra le mani quegli oggetti tanto amati prendeva il sopravvento, dall’altra si insinuava il timore per l’imminente inizio dell’anno scolastico, ergo il dover affrontare i famigerati compitini per le vacanze (costantemente rinviati).
A prevalere, tuttavia, era il sentimento di gioia. Un quaderno nuovo spingeva ai più alti propositi. Così come il diario. La compilazione delle prime pagine era accurata. E ancora l’odore dello zaino nuovo e la scoperta dei nuovi spazi da utilizzare. E poi le matite, le gomme, le penne. Da piccolo avevo una strana mania (o superstizione): per i compiti in classe dovevo usare sempre la stessa penna, o almento la penna della stessa marca. Questa abitudine me la sono trascinata sino alla maturità. E così ad inizio anno compravo più penne della stessa marca. E li compravo proprio da De Magistris, alle spalle di via Roma.
L’amore per quaderni, penne, matite, taccuini… non è mai passato. Oggi compro raramente e con disagio nei grandi magazzini, lo faccio per necessità. Preferisco infatti le botteghe specializzate. Quelle dove trovi il commesso che ti consiglia, ti convince, ti aiuta. Quelle dove provi la penna, odori le pagine di un quaderno, stringi tra le mani la gomma perfetta.
Entrare in una cartoleria, ancora oggi, per le mie liquidità è letale ma finché ne avrò la possibilità le frequenterò. In fondo sono anche uno spazio di riconciliazione, e con i tempi che corrono è d’uopo non farsi scappare certe occasioni.